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Alzheimer Fest – Chi non c’è c’è!

Quando abbiamo comunicato che c’era la possibilità di partecipare, operatori, malati e familiari all’”Alzheimer  Fest – Chi non c’è c’è!”, sui volti delle persone è comparso lo stupore di chi si chiede cosa ci sia mai da festeggiare intorno all’Alzheimer.
E invece c’è un mondo, di persone, di malati, di volontari, di operatori che nel progetto Alzheimer Fest ha creduto (in primis Michele Farina e Marco Trabucchi), lo ha progettato, realizzato e regalato a noi tutti.


A Gavirate Lido, la splendida cornice del  lago (a dire il vero venerdì e sabato era un po’ frescolino) ha proposto una tre giorni di musica, arte, cibo, medicina e cultura in cui addentrarsi, curiosare, sperimentare, giocare, capire, senza sentirsi diversi, senza sentirsi giudicati e compatititi ma accolti ed abbracciati da sorrisi ed ottimismo.
Da Asti sono partiti in 20, 9 ospiti frequentanti il Centro Diurno, 6 familiari e 5 operatori, sabato 2 settembre sui pulmini della struttura. Hanno trascorso la giornata di arrivo e la domenica successiva senza fermarsi un attimo, pieni di curiosità per quella particolare avventura che stavano vivendo.
Per tranquillità hanno pernottato presso la Casa Albergo annessa all’RSA Don Guanella, poco lontano da Gavirate; i timori che c’erano relativamente agli ospiti…dormiranno (a casa non dormono mai!!!), mangeranno (a casa e al Centro…quante storie!!!) tutti fugati nel giro di pochissimo…tutti hanno mangiato tutto…tutti hanno dormito…e le loro condizioni generali, in quei due giorni sono state davvero soddisfacenti.
Incontri, emozioni, commozioni, lacrime, risate hanno attraversato i nostri malati con i loro familiari o accompagnati dagli operatori, quando passando dalle coccole degli animali per la terapia assistita sono saliti sul trenino per un tour culturale o assistito ad un interessante incontro sui caffè Alzheimer  per poi ritrovarsi tutti insieme a mangiare i cibi della memoria.
Insomma una vera “Fest” per stare insieme in modo diverso, per imparare a guardarsi in modo diverso e comprendere che la malattia non determina le persone, non ci determina qualunque essa sia, ma ci mette a disposizione altri strumenti per continuare ad essere autenticamente persone con dignità e spessore.
Il viaggio di ritorno è stato un susseguirsi di commenti e chiacchere su questa esperienza… e nonostante la stanchezza lunedì mattina la domanda degli ospiti che hanno vissuto Alzheimer Fest è stata …” ma ci torniamo oggi?”….
Di seguito una breve lettera che il figlio di un’ospite del Centro Diurno ci ha fatto avere dopo questa  esperienza, il racconto di un avvenimento, di un’emozione con la consapevolezza di non essere solo.


Dedicare una festa all’Alzheimer  è stata un’idea geniale che permette di meglio approcciarsi ad una patologia che sempre maggiormente coinvolge le nostre famiglie.
Partecipare alle giornate di Gavirate ha di fatto confermato quanto il sorriso in faccia ai nostri familiari affetti da demenza sia terapeutico ed emozionante sia per loro che per noi.
In questo meraviglioso percorso che vivo con mia mamma, mi sostengono le prime quattro parole dell’Inno alla Carità scritto da San Paolo ….”la carità è paziente…”.


I sei anni di frequenza al Centro Diurno da parte di mia mamma  e l’esperienza di questi due giorni a Gavirate mi spingono a pensare che la carità faccia anche divertire. Essendo comunque l’Alzheimer una patologia degenerativa va da sé che si arriverà ad un certo punto in cui ci sarà  ben poco da divertirsi o magari per nulla. Ma se il sorriso è terapeutico, si batta il ferro fin che è caldo.
Chi si imbatte, volente per  professione o nolente per parentela, in un percorso assistenziale verso chi è affetto da demenza, deve necessariamente metterci il cuore e il sorriso.
Conto di ritornare il prossimo anno all’Alzheimer Fest, magari dedicando, io personalmente, più tempo agli incontri tematici.
Ringrazio il cielo per il cuore, il sorriso e per la carità divertente di questi sei anni …..e due giorni”.